Benvenuti in Isola d'Elba Spiagge

Lasciati condurre in una delle nostre bellissime spiagge...


IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA SPIAGGIA:
Spiaggia e' la Zona litoranea costituita da materiale incoerente (soprattutto sabbia o ghiaia, ma anche fango e ciottoli) e compresa fra il limite superiore e quello inferiore di influenza del moto ondoso: vale a dire compresa tra il limite raggiunto a terra dalle onde delle tempeste piu' violente e la profondita' di circa 10 metri. Nel linguaggio comune, pero', si intende di solito solo la parte emersa, perlopiu' pianeggiante o in leggera pendenza verso il mare. I depositi di materiale che costituiscono le spiagge non sono stabili, ma si trovano in uno stato di equilibrio dinamico e pertanto sono soggetti a continue variazioni in quanto a larghezza, spessore e dimensioni dei granuli sedimentari. Esistono comunque tipologie di spiagge ben riconoscibili: le coste basse sono orlate da spiagge lunghe e rettilinee, mentre le coste alte e accidentate ospitano nelle loro insenature spiagge corte dalla forma a mezzaluna. Lungo alcune coste basse si puo' avere una striscia sabbiosa separata dalla terraferma da un canale naturale: questa e'la cosiddetta barra. Infine si possono avere lingue sabbiose che si protendono in mare o che collegano alla terraferma faraglioni o piccole isole. In quest'ultimo caso si parla di tomboli.
La spiaggia costituisce la parte superficiale di un deposito sedimentario sabbioso o ghiaioso, la cui morfologia dipende dai moti ondosi, dalla granulometria dei sedimenti (quanto piu' i sedimenti sono grossolani, tanto piu' la spiaggia e'ripida), dall'apporto di sedimenti ad opera di corsi d'acqua, dall'erosione di tratti adiacenti di costa e dall'abbondanza di organismi marini di ambiente costiero dotati di conchiglia solida. Il profilo di una spiaggia mostra tre diverse parti, procedendo da terra verso il mare: la spiaggia emersa o supratidale detta anche retrospiaggia; la spiaggia intertidale; la spiaggia sottomarina. La spiaggia emersa si estende verso terra fino al limite raggiunto dalle onde piu' violente in concomitanza con le maree piu' alte. Sulla spiaggia emersa l'azione del vento puo' dar luogo alla formazione di dune. Il limite inferiore della spiaggia emersa corrisponde al livello raggiunto in media dalle alte maree ed e'segnato da una cresta o scalino, la cosiddetta berma.
La spiaggia intertidale, come suggerisce il nome (tide in inglese significa marea), e'quella compresa fra i livelli medi di alta e di bassa marea, ed e'pertanto periodicamente emersa e sommersa. La sua parte superiore e'la cosiddetta battigia, liscia e in debole pendenza, interessata dalla turbolenza dell'acqua. La parte inferiore della zona intertidale e'invece irregolare e caratterizzata dalla successione di solchi e creste, piu' o meno paralleli alla linea di costa. Infine, la spiaggia sottomarina raggiunge la profondita' pari al cosiddetto livello di base del moto ondoso, che corrisponde a circa la meta' della lunghezza d'onda delle onde piu' lunghe. Oltre a questa profondita', infatti, il moto delle onde non ha piu' influenza sui sedimenti del fondo.
Dal punto di vista della dinamica delle onde, la spiaggia viene ripartita secondo uno schema diverso, procedendo dal mare verso terra. Per prima viene individuata la zona dei frangenti, nella quale le onde in avvicinamento alla costa interferiscono con il fondo, frangendosi e dissipando gran parte della loro energia. Segue la zona di traslazione, nella quale l'onda fratta prosegue il movimento verso la riva. Infine si ha la zona di battigia, dove l'acqua risale lungo il pendio della spiaggia sotto forma di lama sottile, ritornando poi indietro come risacca.
Nelle spiagge si verifica costantemente trasporto di materiale sedimentario, sia in direzione perpendicolare alla rive, sia lungo di essa. Il trasporto dipende dall'energia e dal tipo delle onde e dalla granulometria dei materiali. Mentre i materiali piu' fini possono essere trasportati in sospensione per distanze relativamente lunghe, quelli piu' grossolani tendono a essere trascinati sul fondo, verso terra o verso mare a seconda della tipologia delle onde, ovvero della loro lunghezza e della loro ampiezza. Nella stagione estiva, ad esempio, prevalgono onde piuttosto lunghe e non molto ampie, e cio' favorisce il trasporto verso terra. Di conseguenza la spiaggia attraversa una fase di accrescimento. Il contrario avviene durante l'inverno, e cio' comporta una fase erosiva che conduce la spiaggia al suo minimo di estensione. Il trasporto lungo riva avviene nella zona di battigia secondo un andamento cosiddetto a dente di sega. I fronti d'onda giungono a riva incidendo con direzione obliqua rispetto alla linea di riva, e cio' fa si' che i granuli di sabbia si spostino sulla battigia secondo una direzione non coincidente con la linea di massima pendenza della spiaggia. Viceversa, la linea di massima pendenza viene seguita dai granuli durante il movimento di risacca, perche' i granuli in questo caso obbediscono alla sola forza di gravita'. Cio' comporta che a ogni nuova onda, con relativa risacca, ogni granulo si trovi leggermente spostato a destra o a sinistra a seconda dell'incidenza del fronte d'onda rispetto alla posizione precedente. Nel tempo questo processo agisce come un vero e proprio nastro trasportatore litoraneo. Naturalmente, se un qualunque ostacolo limita o impedisce l'afflusso di nuovo materiale sedimentario in una data sezione di spiaggia, quella sezione tender? a erodersi e ridursi progressivamente, fino a scomparire.
A problemi di questo tipo si puo' porre rimedio con opere di difesa come dighe foranee, scogliere frangiflutti e pennelli di contenimento (barriere sporgenti perpendicolarmente rispetto alla riva), ma anche con ripascimenti artificiali di materiale sedimentario, prelevato per mezzo di dragaggi e ritrasferito opportunamente. Interventi di questo tipo devono sempre essere attentamente valutati in un'ottica di insieme, tenendo conto di molte delicate variabili e considerando con la massima attenzione i parametri del moto ondoso e la granulometria dei sedimenti spostati.